ANATOMIA

Il tunnel carpale è, come indica il nome, un “canale anatomico” situato nel polso.
Questo spazio è delimitato dalle ossa carpali nella parte dorsale e dal legamento carpale trasverso nella parte palmare.

All’interno di questo spazio scorrono il nervo mediano e gran parte dei tendini responsabili di tutti quei movimenti che flettono il polso e le dita.
Qualsiasi cosa che diminuisca lo spazio nel tunnel carpale o causi un aumento di volume di quanto è contenuto in esso può dar origine alla cosiddetta “Sindrome del tunnel carpale”.
Ma quali sono le cause di questa sindrome?
Movimenti ripetuti o prolungati di flessione, estensione e presa (occhio a come utilizzate il mouse del computer!), compressioni prolungate, vibrazioni costanti e in generali traumi cumulativi su questa area, possono dar origine ad un processo infiammatorio che andrà coinvolgere le strutture sopra citate, con conseguente sofferenza del nervo e dei tendini e quindi comparsa di dolore.
Il tunnel carpale rappresenta la sede più frequente di compressione nervosa a livello dell’arto superiore. Colpisce circa 5 persone su 1000 ed è più frequente nelle donne in età compresa tra i 40 e i 60 anni. La popolazione lavorativa a rischio comprende soprattutto: utenti di PC, dattilografi, artigiani, sarti e operai.

 

 

SINTOMI

Poiché la sindrome del tunnel carpale è causata principalmente dalla compressione di un nervo, i sintomi sono di natura neurologica. Questi includono: intorpidimento e perdita di sensibilità, formicolio, bruciore, dolore e debolezza dei muscoli della mano interessata. Nei casi più gravi può comparire atrofia della muscolatura. La diagnosi è soprattutto clinica, trova conferma in primis nell’anamnesi del paziente e in seguito nella positività di alcuni test evocativi.

 

TRATTAMENTO CONSERVATIVO

In caso di fasi iniziali, con sintomi lievi o moderati il trattamento sarà conservativo con due principali obiettivi: la riduzione del dolore e l’eliminazione delle attività aggravanti.
• LIMITAZIONE DEI FATTORI DI COMPRESSIONE: modificate le vostre attività! È fondamentale utilizzare accessori ergonomici, come per esempio un tappetino per il mouse che non comprima il polso inferiormente o strumenti di scrittura con diametro maggiore, in modo da ridurre il mantenimento della flessione delle dita. Fate attenzione alla posizione del braccio e della spalla durante le attività. Cercate di sospendere per qualche minuto il movimento ripetitivo, e poi ripartite, il nervo viene stressato dalla frequenza dei movimenti più che dalla loro intensità.
• Riposo: soprattutto di notte, è raccomandato l’uso di una stecca per il polso. La stecca aiuta a mantenere il polso in posizione neutra, prevenendo la compressione del tunnel.
• Ghiaccio: 10’ per 3-4 volte/die. Attenzione: data la natura neurologica del dolore, se l’uso del ghiaccio aumenta la sintomatologia, riducete il tempo di utilizzo da 10’ a 5’.
• Terapie fisiche ed esercizio terapeutico: l’elettroterapia aiuterà a mantenere e migliorare la mobilità dei tessuti molli, la flessibilità del nervo e la funzionalità muscolare. Importante sarà abbinarla ad esercizi di mobilizzazione e rinforzo specifici, assieme ad uno stretching mirato.

TRATTAMENTO CHIRURGICO
Il trattamento chirurgico è indicato in caso di fallimento della terapia conservativa oppure come opzione diretta in quadri clinici più gravi (dolore e parestesie costanti, deficit di sensibilità). La decompressione del tunnel carpale può essere eseguita a cielo aperto o con tecnica endoscopica. L’anestesia effettuata è generalmente locale.
L’intervento chirurgico a cielo aperto consiste nel fare una piccola incisione di circa 2 cm appena sopra il polso, in modo da sezionare completamente il legamento trasverso del carpo. Rimuovendo parte del legamento si concede maggior spazio al tunnel carpale evitando lo schiacciamento del nervo mediano. Il legamento sezionato tenderà a rigenerarsi rispettando la nuova disposizione dei tendini e del nervo mediano, mantenendo una ridotta pressione del nuovo tunnel formatosi. L’intervento dura in genere dai 10 ai 20 minuti.

 

 

 

 

 

Redatto da Marco Zanella

 

 

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