CENNI ANATOMICI

Il legamento crociato anteriore (LCA) è una robusta struttura fibrosa che ha la funzione di stabilizzare il ginocchio, impedendo lo scivolamento anteriore della tibia rispetto al femore. E’ costituito idealmente da due fasci, il fascio antero-mediale ed il fascio postero-laterale, tesi tra la tibia ed il condilo femorale laterale. Proprio il fatto di essere costituito da due fasci, che si tendono rispettivamente a ginocchio flesso e a ginocchio esteso, gli consentono di dare stabilità al ginocchio sia nei movimenti di flesso-estensione, sia in quelli di rotazione.

 

TRATTAMENTO CHIRURGICO

Una lesione completa del LCA richiede una ricostruzione chirurgica. Questa viene fatta con un trapianto tendineo, utilizzando una porzione di due tendini dei muscoli flessori (semitendinoso e gracile) o una porzione del tendine rotuleo; in alternativa si possono utilizzare un legamento sintetico o un trapianto da donatore.

Il neo-legamento è fissato al femore e alla tibia con due viti, che possono essere metalliche o di materiale a lento riassorbimento.

 

TRATTAMENTO

La riabilitazione inizia dal primo giorno post operatorio e mira alla riduzione dell’infiammazione, del dolore, del gonfiore, al recupero articolare, muscolare e propriocettivo.

E’ importante che a domicilio il paziente esegua regolarmente la crioterapia, mantenga l’arto in scarico e si riposi.

La fisioterapia giornaliera prevede terapie fisiche e manuali.

Per il controllo dell’ipotrofia, stimolazioni elettriche ed esercizi a lettino con il fisioterapista.

Per la riduzione di dolore, infiammazione e gonfiore, correnti interferenziali, laser, S.I.T. e Tecar.

Per il recupero articolare e propriocettivo, kinetec, mobilizzazione ed esercizi con il fisioterapista.

Il paziente viene istruito all’esecuzione di alcuni esercizi a domicilio.

Per la gestione di eventuali tutori e stampelle si seguono le indicazioni del chirurgo.

Dopo 30/40 dall’intervento il paziente, in base alla mobilità acquisita, può eseguire delle sedute di idrokinesiterapia, da alternare alla fisioterapia in studio, ed iniziare ad utilizzare la cyclette (a sella alta, con poca resistenza).

A circa 60 giorni dall’intervento, si intensifica il lavoro con la cyclette, il nuoto a stile libero e la riabilitazione computerizzata propriocettiva.

A circa 100 giorni dall’intervento inizia il recupero muscolare più intenso e via via una graduale ripresa dell’attività fisica fino al completo recupero, compresi i gesti tecnici dello sport praticato per la ripresa agonistica.

Nella riabilitazione in palestra, il paziente, utilizza apparecchi altamente specifici come la macchina isocinetica (che prevede anche un test di forza di ingresso e uno finale), una pressa orizzontale con elastici, fino alla Gait e Running Analysis per il controllo biomeccanico del movimento.

 

TRATTAMENTO CONSERVATIVO

Nel caso in cui il soggetto non venga sottoposto ad intervento chirurgico, seguirà periodicamente dei cicli di fisioterapia per gestire la convivenza con la sua instabilità di ginocchio.

L’obiettivo sarà quello mantenere un buon equilibrio tra forza muscolare, elasticità e propriocettività, per prevenire o ritardare danni ulteriori all’articolazione.

 

Redatto da Matteo Cabrelle

 

 

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