La tendinopatia della zampa d’oca è un’infiammazione che provoca un dolore caratteristico di tipo bruciante nella faccia antero-mediale del ginocchio, più in basso rispetto alla rotula, evocabile anche al tatto.

 

CENNI ANATOMICI

Con il termine zampa d’oca ci si riferisce all’inserzione dei muscoli sartorio, gracile e semitendinoso, ovvero alla parte terminale dei tendini, che si inseriscono sulla porzione superiore della faccia antero-mediale della tibia, assumendo una forma caratteristica che ricorda appunto quella della zampa di un’oca.

Data la loro inserzione comune sulla tibia, questi tre i muscoli flettono e intraruotano la gamba sulla coscia, oltre ad avere una funzione stabilizzatrice per l’articolazione del ginocchio.

 

CENNI PATOLOGICI

Nella maggior parte dei casi, è dovuta a sovraccarico funzionale, quindi a microtraumi ripetuti nel tempo, soprattutto legati ad attività come corsa, bici e step.

I fattori predisponenti alla tendinopatia della zampa d’oca sono:

valgismo di ginocchia: determina una messa in tensione delle strutture mediali del ginocchio e quindi un continuo stress;

sesso femminile: c’è una probabilità maggiore di infiammazione perchè è più marcato il valgismo di ginocchia;

piede piatto: se associato a ginocchio valgo, accentua la problematica;

sovrappeso: determina sovraccarico sulle ginocchia;

contratture e/o ipotonotrofia del quadricipite: essendo il principale muscolo che stabilizza il ginocchio, insieme agli altri muscoli della coscia, se non è in condizione ottimale favorisce il sovraccarico funzionale sul ginocchio e sulle strutture vicine;

artrosi: la riduzione e l’alterazione del movimento provocano uno stress alle strutture periarticolari;

 

TRATTAMENTO

Come in ogni tipo di tendinopatia, per guarire da una infiammazione alla zampa d’oca è necessario osservare un periodo di riposo dall’attività fisica e applicare più volte al giorno la borsa del ghiaccio (10-15 min a seduta); può aiutare l’applicazione di pomate/gel ad azione antiinfiammatoria.

In fisioterapia sono indicate terapie fisiche quali Laser, S.I.T., e tecar in una condizione acuta, Ipertermia e SIN in una condizione cronica. Si può integrare il piano di trattamento aintiinfiammatorio con dei massaggi di scarico alla muscolatura della coscia e/o con esercizi personalizzati di stretching per allentare l’eventuale tensione muscolare.

Per poter risolvere alla radice il problema è necessario identificare da dove ha avuto origine e andare ad agire sulle cause per prevenire la ricomparsa del disturbo infiammatorio: sono particolarmente indicati una analisi posturale, un lavoro sul potenziamento degli arti inferiori (elettrostimolazione di rinforzo abbinata a kinesiterapia) ed eventualmente una analisi baropodometrica.

 

Redatto da Caterina Organte

 

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