Angela Facchin approfondisce questa tematica.

 

 

 

 

 

Con il termine cardiopatia ischemica si identificano una serie di quadri clinici caratterizzati da una ischemia del tessuto cardiaco, il miocardio: il flusso coronarico diventa inadeguato a soddisfare le richieste di ossigeno e nutrienti necessari al cuore per svolgere la sua funzione contrattile.

 

Nei casi più gravi, un’ischemia sufficientemente prolungata è in grado di determinare la necrosi delle cellule cardiache configurando il quadro clinico dell’infarto miocardico acuto (IMA).

 

Anatomia: il circolo coronarico

Le coronarie sono i vasi arteriosi che provvedono a rifornire di sangue ossigenato il miocardio.

Le coronarie sono due e traggono origine all’inizio dell’aorta: la coronaria che alimenta il settore sinistro del cuore è detta coronaria sinistra (essa si ramifica poi in Arteria circonflessa e Arteria discendente anteriore sinistra), mentre la coronaria che nutre il settore destro del cuore è indicata con il nome di coronaria destra.

 

Le causa principale della cardiopatia ischemica

La causa più frequente di cardiopatia ischemica è la malattia aterosclerotica delle coronarie.

Nell’aterosclerosi, i lipidi (prevalentemente colesterolo) e altre sostanze si depositano sulla parete interna delle arterie formando la placche che vanno a ridurre l’elasticità delle pareti vasali e a comportare un restringimento della coronaria fino, in alcuni casi, a occluderla completamente. Inoltre la placca può’ provocare la formazione di trombi che possono staccarsi andando a ostruire vasi di calibro minore.

 

I sintomi più comuni

Nei casi più tipici la cardiomiopatia ischemica si presenta con dolore toracico sotto lo sterno (angina pectoris) e senso di pressione al petto. Il dolore può diffondersi al braccio sinistro e, talvolta, alla gola  o alla bocca dello stomaco confondendosi con i sintomi di una comune indigestione e inducendo nausea o vomito. È percepito come una compressione, restringimento o schiacciamento che trova sollievo con il riposo.

Altri sintomi tipici di cardiopatia ischemica che accompagnano il classico dolore sono: sudorazione, dispnea, affaticamento, gonfiore generale.

 

Il trattamento della cardiopatia ischemica

Le cure dipendono dalla manifestazione clinica della cardiopatia ma hanno come obiettivo comune quello di ripristinare il flusso coronarico diretto al cuore.

La terapia può essere di ordine medico (farmaci antiischemici), chirurgico (rivascolarizzazione miocardica, soprattutto con stent e by-pass aorto-coronarico) e riabilitativo.

Per quanto concerne la riabilitazione motoria del cardiopatico è necessario considerare diversi stadi e precisamente:

-fase acuta;
-fase post-acuta e cronica.

 

Nella fase acuta la riabilitazione è svolta in ospedale sotto controllo medico. Durante l’esercizio aerobico in bicicletta o al tapis roulant vengono monitorati i valori pressori e la frequenza cardiaca tramite telemetria. La seduta di riabilitazione è integrata con esercizi di mobilità, calistenici e di ginnastica respiratoria. Al termine della riabilitazione il Test da sforzo darà un quadro preciso della soglia ischemica del paziente in modo che possa continuare la sua riabilitazione in sicurezza fuori dall’ospedale.

 

La fase post-acuta e cronica viene svolta al di fuori dell’ambiente ospedaliero. Il paziente può’ decidere di continuare il suo percorso di training in palestre o a casa.

 

L’importanza dell’esercizio fisico come stile di vita

Nella fase acuta, l’intervento riabilitativo è in prevalenza finalizzato alla stabilizzazione clinica ed alla ripresa di una moderata attività motoria.

Al fine di un recupero completo e per migliorare la funzionalità cardiaca è importante continuare la pratica motoria: l’esercizio fisico deve diventare uno stile di vita perché la sua importanza equivale a quella di un farmaco.

Gli studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico svolto regolarmente e strutturato secondo i parametri prescritti dal cardiologo aiuta a prevenire le recidive e ridurre la mortalità per cardiopatie ischemiche. In particolare, dopo un training fisico di 3-6 mesi sono stati dimostrati: una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, un innalzamento della soglia ischemica, un incremento del picco di consumo di ossigeno, una riduzione dell’ischemia da sforzo, una regressione della gravità delle lesioni coronariche.

Tuttavia è importante svolgere l’esercizio fisico in sicurezza, sotto la supervisione di personale laureato e qualificato, in strutture predisposte. La Palestra della salute Fisiored è certificata dalla Regione Veneto a seguire persone con un quadro clinico di patologia cardiaca ischemica stabilizzata.

 

 

 

 

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