La scoliosi idiopatica o dell’età adolescenziale è una complessa deformità strutturale della colonna che si manifesta sui tre piani dello spazio. Sul piano frontale si assiste ad un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale ad un’alterazione delle curve, spesso provocandone rettilinizzazione o inversione, sul piano assiale avviene un movimento di rotazione.

Si definisce propriamente “Scoliosi” una curva con più di 10° Cobb sul piano frontale. Essa coinvolge maggiormente i tratti toracico e lombare della colonna, raramente il tratto cervicale.

 

I segni clinici tipici della scoliosi sono: una spalla più alta dell’altra, una scapola più prominente dell’altra, un gluteo più alto dell’alto, asimmetria dei fianchi, sbandamento laterale del tronco, adattamento asimmetrico dei vestiti, alla flessione del tronco un lato della colonna più prominente dell’altro.

Queste asimmetrie appaiono perché la scoliosi è una deformità tri-dimensionale. La colonna, oltre che deviare lateralmente, si torce con le vertebre che ruotano una rispetto all’altra. La rotazione vertebrale trascina anche le coste causando la salienza della gabbia toracica; tale salienza si definisce gibbo. Il gibbo compare dal lato della convessità della curva in cui si trova una muscolatura paravertebrale debole ed allungata, l’avvallamento nel lato della concavità della stessa che invece presenta una muscolatura paravertebrale accorciata e forte.

 

Il trattamento varia in base alla severità e alla progressione della curva.

Il trattamento non-chirurgico o conservativo consiste nel seguire la scoliosi nel tempo per osservarne la progressione, trattandola con adeguati provvedimenti terapeutici (ginnastica correttiva e/o busti). Il trattamento chirurgico viene preso in considerazione quando la scoliosi raggiunge valori compatibili con un aggravamento progressivo anche dopo il raggiungimento della maturità scheletrica, per curve di 40±5°Cobb. Per quanto riguarda il trattamento conservativo le raccomandazioni delle linee guida suggeriscono di non mettere in corsetto (busto) curve di 15±5°Cobb, invece per curve di 20±5°Cobb è suggerito il corsetto nel periodo di crescita.

Il trattamento conservativo consiste in un monitoraggio continuo del paziente attraverso visite periodiche dallo specialista, con radiografie eseguite generalmente una volta all’anno e comunque a discrezione dello specialista. Durante questo periodo, in base al quadro, si può consigliare l’utilizzo di un busto ortopedico. Il busto generalmente viene preso in considerazione quando il quadro presenta caratteristiche compatibili con un potenziale evolutivo. L’obiettivo del busto è di rallentare la progressione della scoliosi. Il busto si adatta attorno al corpo e i fianchi ed il suo obiettivo è quello di esercitare una pressione (spinta) sulla convessità della curva.

Gli esercizi in palestra: la ginnastica correttiva

Esistono degli esercizi specifici per ridurre le probabilità di peggioramento della scoliosi idiopatica, sia nel paziente trattato con busto che non.

Gli esercizi che proponiamo sono volti al miglioramento del controllo neuromotorio e posturale del rachide, dell’equilibrio e della propriocezione e al rinforzo della muscolatura del tronco. L’obiettivo della ginnastica posturale nell’adolescente è la stabilizzazione della scoliosi per evitarne o ridurne la progressione.

In particolare:

esercizi respiratori per migliorare il deficit funzionale polmonare incrementando la flessibilità della colonna e delle articolazioni costo-vertebrali

esercizi isometrici in corsetto sfruttando le spinte correttive per attivare la muscolatura dal lato del gibbo

esercizi di rinforzo della funzione tonica della muscolatura in corsetto

esercizi di mobilizzazione per migliorare l’articolarità del rachide in corsetto, ma non nella fase di liberazione

esercizi e posture di recupero dell’assetto sagittale in corsetto

esercizi di mobilizzazione in preparazione al corsetto

esercizi di potenziamento muscolare e stabilizzazione del rachide

esercizi di core stability

esercizi di rinforzo della muscolatura dal lato della convessità

esercizi di allungamento della muscolatura dal lato della concavità

esercizi per il recupero delle curve sul piano sagittale in caso di rettilinizzazione o inversione

esercizi allo specchio per l’autocorrezione

esercizi di equilibrio su superfici instabili (pallone, cilindro propriocettivo, pedane instabili)

esercizi propriocettivi ad occhi chiusi per migliorare il controllo neuromotorio

Nella nostra palestra seguiamo individualmente i ragazzi proponendo esercizi specifici adattati al singolo problema e alle necessità del singolo paziente. Le sedute in palestra che consigliamo sono generalmente due a settimana, oltre le quali suggeriamo di svolgere anche a casa alcuni degli esercizi appresi almeno due o tre volte a settimana. La ginnastica correttiva va eseguita durante tutta l’età dello sviluppo fino a crescita completata, seguendo sempre le indicazioni del medico specialista.

 

Redatto da Gloria Sartori

 

 

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