Nel video pubblicato sul ns canale YouTube vi abbiamo presentato il “Four Square Step Test” (Test dei quattro quadrati o quadranti), un test che ci permette di valutare il nostro equilibrio dinamico durante il cammino.

Vi abbiamo giá detto come il tempo di esecuzione di questo test sia strettamente associato al rischio di cadute; qui di seguito vi vogliamo fornire qualche altra informazione.

 


Schema esemplificativo del Four Square Step test.
Il test prevede l’esecuzione di una serie prestabilita di passi (avanti, laterali, indietro) all’interno di quattro quadrati. Il tempo impiegato ad effettuare un giro in senso orario e un giro in senso antiorario viene preso come parametro di riferimento.

La soglia dei 15 secondi ci aiuta a  stabilire il rischio di caduta nella popolazione che viene presa in esame.

Tempi superiori ai 15 secondi sono associati ad una piú alto rischio di caduta.

La popolazione giovane si colloca attorno ai 6-7 secondi.

 

 

 

Il  “Four Square Step” test fu ideato da due ricercatori (Dite & Temple) e nella sua versione originaria il test non prevedeva soltanto la valutazione di una sequenza stabilita di passi in diverse direzioni, ma anche lo scavalcamento di un’ostacolo. Qualora le linee che delimitano i quattro quadrati si trasformassero in  piccoli ostacoli da superare mentre si effettua il passo avanti, laterale e indietro, questo test ci potrebbe fornire (indirettamente) non solo informazioni sul nostro equilibrio dinamico, ma anche sulla nostra mobilitá articolare (l’ampiezza di movimento raggiungibile dalle nostre articolazioni). Se pensiamo ad un’azione semplicissima come quella del passo, affinché questa sia efficace, (efficacia = la risposta motoria é adeguata alle richieste dell’ambiente esterno) richiede che l’ampiezza del movimento di flessione della caviglia, cosí come l’angolo di flessione al ginocchio e all’anca siano ottimali. Quando saliamo sopra ad un marcipiede, per esempio, l’altezza del nostro passo deve essere superiore all’altezza del marciapiede stesso se non vogliamo inciampare. Da questo semplice esempio, si evince che tra i fattori fondamentali che concorrono nel determinare il rischio di cadute troviamo sia l’equilibrio dinamico che la mobilitá articolare.

É arrivato allora il momento di introdurre  il concetto di  “Foot Clearance” che possiamo tradurre come “altezza del passo”.

 

 

Il ciclo del passo

La “foot clearance” é fondamentale nella vita di tutti i giorni quando ci troviamo a camminare tra mille ostacoli e pavimentazioni dissestate ed e un’abilitá che dipende dal nostro equilibrio dinamico e dalla nostra mobilitá articolare.

Facciamo ora un altro esempio, se durante il cammino incontrassimo un ostacolo improvviso, ma la nostra mobilitá (ampiezza di movimento) a livello della caviglia, del ginocchio e dell’anca non ci permettesse di alzare il nostro piede, tanto quanto ci servirebbe al fine di superarlo, inciamperemo. Potremmo allora menzionare solo l’equilibrio tra le principali cause delle cadute?

Tutto questo per dirvi che, al fine di prevenire e ridurre il rischio di caduta, é fondamentale associare  ad un allenamento di equilibrio (statico e dinamico) un lavoro mirato al miglioramento della mobilitá articolare. 

 

Link all’articolo  https://dx.doi.org/10.1186%2Fs13643-017-0577-5

 

 

 

 

Elaborazione di Monica Perazzolo

 

 

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